Whitcombe Battle of the Saints

Buongiorno a tutti!

Abbiamo creato questo articolo per far notare a chi ci segue, la continua "guerra dell'informazione" fra l'establishment ed il nuovo mondo delle cryptovalute.

Nella giornata odierna sui social network, molti operatori finanziari legati al sistema bancario tradizionale hanno condiviso il seguente articolo di "REPUBBLICA" che già dal titolo fa di tutto anzichè cercare di portare un po' di chiarezza: "Illecito offrire bitcoin sul web, prima sentenza in Italia (ed Europa): sequestrato un sito".

In realta leggendo attentamente l’articolo in questione, chiunque non creda nelle classiche boutades giornalistiche ed abbia un minimo di cultura scientifica necessaria per approfondire e verificare se quanto strillato corrisponda a verità, semplicemente facendo una breve ricerca sul web ed andando alle fonti, scoprirebbe che è il classico articolo sensazionalistico/ignorante all’italiana, scritto da qualcuno che o non conosce la materia o ha ricevuto indicazioni da qualcuno al di sopra di lui per scrivere falsità.

Infatti, NON E' ASSOLUTAMENTE VERO che sia illecito offrire bitcoin (o qualsiasi altra criptovaluta) al pubblico, visto che:

1) Le cryptovalute NON SONO STRUMENTI FINANZIARI e dunque non sono normate dal Testo Unico della Finanza ( o T.U.F. che dir si voglia). 

2) Le cryptovalute possono essere scambiate sia tra privati che tra aziende con o senza un intermediario (exchange)

3) Nel 2016 è stato posto da parte di un operatore del settore, prima di sbarcare nel nostro Paese, direttamente un interpello all’Agenzia delle Entrare per regolamentare le proprie operations in Italia, e questo operatore, come tanti altri, attualmente opera nel nostro Paese mediante un sito in lingua italiana.  

4) Al recente G20 tenutosi la settimana scorsa ed appena conclusosi, il Financial Stabilty Board che coordina la regolamentazione finanziaria dei principali 20 Paesi al Mondo, ha RESPINTO tutte le richieste di regolamentazione sulle criptovalute, provenienti dalle richieste degli Stati membri.  

Alla luce di quanto sopra, pertanto, premesso e stabilito che secondo le disposizioni attuali, CHIUNQUE ABITI SUL PIANETA TERRA può tranquillamente offrire come mezzo di pagamento, sia a privati che ad aziende qualunque genere di criptovaluta sia dal vivo che on line, esattamente come se si trattasse di un baratto con qualunque bene, merce o servizio permesso dalle legislazioni di ogni Paese, cerchiamo di capire come mai il sito CRYP TRADE è stato sanzionato dalla Consob:

il sito in questione è stato "oscurato" poichè l'azienda proprietaria è stata accusata di aver commesso un reato per aver operato abusivamente in tema di gestione del risparmio, secondo la Delibera Consob n. 20110 del 13/9/2017 (facilmente ricercabile sul sito della Commissione nella sezione PUBBLICAZIONI) che aveva sospeso l’attività di Cryp Trade per 90 giorni in attesa di accettamenti, arrivati al sequestro del sito internet (che in questo momento se ci si prova a collegare CLICCANDO QUI risulta "in manutenzione").

Pertanto, dopo aver letto la Delibera sopracitata risulta molto chiaro che il "problema" NON DERIVA DALLA CRIPTOVALUTA SOTTOSTANTE che veniva utilizzata per fare trading (come erroneamente sottolineato dall'articolista di Repubblica) ma dalla promessa di rendimento derivante dall'investire in un'azienda che ha proposto ai propri clienti (effettivi o potenziali) una redditività oscillante fra il 17,7% ed il 29,7% AL MESE (che in capitalizzazione composta corrisponde a percentuali comprese fra il 706% ed il 2.123% ALL'ANNO). Tali numeri infatti è abbastanza ovvio che, indipendentemente dal sottostante utilizzato, NON SONO SOSTENIBILI NE' A BREVE NE' A MEDIO NE' A LUNGO TERMINE e, ad ulteriore dimostrazione, è bene ribadire che la nostra CONSOB ha più volte censurato parecchi altri siti che offrivano PROMESSE DI RENDIMENTO DERIVANTI DA INVESTIMENTI su qualunque genere di sottostante:

ORO, mediante la pubblicazione n° 20050 del 28 Giugno 2017,

LUMACHE
 mediante la pubblicazione n° 20077 del 20 Luglio 2017,

DIAMANTI 
mediante la pubblicazione n° 20094 del 28 Agosto 2017

Tanto per citare qualche esempio facilmente verificabile con un minimo di ricerca all'interno del BOLLETTINO CONSOB dell'anno scorso!

Nel nostro Paese, NON E' quindi illecito offrire in compravendita bitcoin o qualunque altra delle oltre 1500 ALTCOINS esistenti, come peraltro non compie un illecito chi offre al pubblico sia le lumache, che l'oro, che i diamanti, ma compie un illecito chi promette al pubblico un rendimento derivante dalla speculazione su qualunque genere di sottostante (bene o servizio finanziario o non), se non è stata richiesta e rilasciata un'apposita autorizzazione Consob (il cosiddetto PROSPETTO INFORMATIVO).

Il nostro Ufficio Studi pertanto valuta che un simile articolo, scritto con estrema superficialità e senza alcun genere di approfondimento credibile sia ESTREMAMENTE FUORVIANTE, non soltanto perchè come sopra dimostrato è una notizia COMPLETAMENTE DISTORTA E FALSATA, ma anche perchè con simili "BUFALE" o FAKE NEWS che dir si voglia, i risparmiatori e gli investitori vengono allarmati continuamente (e inutilmente) proprio in un momento storico in cui ci sarebbe bisogno di SANA INFORMAZIONE (e formazione) FINANZIARIA che consenta di "discernere il grano dal loglio" e le truffe perpetrate da individui loschi che creano SCHEMI PONZI tentando di carpire la fiducia di chiunque gli capiti a tiro; simili articoli non fanno altro che SPARARE INUTILMENTE A ZERO non sui veri nemici del sistema (i truffatori) ma su di un settore che ad oggi assorbe quasi l'1% della massa monetaria circolante al Mondo! 

Caro ALESSANDRO LONGO, sinceramente non sappiamo se lei abbia scritto questo articolo "in velocità" ed il suo caporedattore non glie l'abbia controllato oppure l'abbia scritto così per inesperienza in questo settore o perchè non le piacciono le criptovalute, sta di fatto che non si può fermare il progresso come non si può fermare il vento con le mani!

I nostri associati e gli iscritti gratuitamente all'aggiornamento della nostra mailing list troveranno all'interno della sezione SCHEMI PONZI E SCAM la lista delle oltre 80 aziende aggiornata con CRYPTRADE. 


UFFICIO STUDI ASSODIR

(E' consentita la pubblicazione e/o la condivisione citando la fonte)


 

 

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